Arte, storia e cultura

Sulla elegante piazza intitolata al valoroso sergente Pietro Panfili, scomparso durante la seconda guerra mondiale, si affaccia la Chiesa parrocchiale che è formata da un’unica navata con tre cappelle per lato. In essa sono custodite pregevoli tele tra cui una bellissima Annunciazione (XVIII sec.) di Jacopo Zoboli che nel 1718 fu ammesso tra i “Virtuosi del Pantheon”. Dietro l’altare maggiore è collocata una pala raffigurante ”l’ Ultima Cena” (XVI sec.) di recente attribuita a Liotardo Piccioli, mentre accanto alla porta d’ingresso si può ammirare il grande quadro “Nozze mistiche di S. Caterina e la Beata Angelina di Marsciano, S. Cecilia e S. Giuseppe(?)” attribuito alla cerchia del pittore romano Placido Costanzi (1702-1759). A Liotardo Piccioli èriferibile anche la tavola che rappresenta l’Incoronazione della Vergine; dotata di una sontuosa cornice in legno a fogliame, si presume che provenga dalla diruta chiesa di Guardea Vecchia.
Degni di nota sono anche la tela della Madonna del Rosario opera del pittore Pietro Paolo Sensini (XVII sec.) e due quadri che si trovano nella casa del parroco: l’ ”Educazione della Vergine di Benedetto Luti e “S. Antonio abate” attribuito alla cerchia di Francesco Appiani (XVII sec.).
Poco distante, oltre la piazza e vicino al Municipio che un tempo fu residenza dei conti di Marsciano, c’è la piccola Chiesa di S. Egidiorisalente al 1200-1300. Ingrandita nel 1500, fu ulteriormente ampliata nel 1690. Vi sono conservate due tele di pregio: un S. Vito (XVIII sec.) opera di Sebastiano Ceccarini, forse l’autore più autorevole che abbiamo a Guardea, e un S. Egidio (XVII sec.) di Tommaso Nasini. Dietro l’altare è stato di recente scoperto e restaurato un affresco datato al 1574 con Madonna e Santi.
In questa chiesina sono custoditi anche reperti archeologici provenienti dalla Pieve: una colonna romana e un’ara pagana. Altri interessanti reperti risalenti ai secoli XI-XIII, provenienti sempre dalla zona della Pieve, si possono ammirare presso la casa parrocchiale.

Situata nella parte opposta, vicino al monumento ai Caduti, si trova un’altra piccola chiesa edificata alla fine del 1800. E’ la Chiesa di S. Lucia e merita senz’ altro di essere visitata per il bellissimo ed originale affresco che ricopre il catino absidale eseguito nel 1890. E’ opera del pittore perugino Domenico Bruschi e rappresenta Cristo glorificato tra la Madonna e S. Giuseppe ed i Santi Agnese, Lucia, Francesco d’Assisi, Sebastiano e D. Salvatore Luzi in Adorazione che fu il committente dell’opera.
Poco distante, accanto alle scuole, in mezzo ad un grande parco attrezzato per il tempo libero e per gli eventi culturali, si innalza l’ Arco della coscienza planetaria in cui sono incastonate pietre inviate da sindaci di ogni parte del mondo. Il tutto, realizzato nel 2001 per iniziativa del sindaco, Giampiero Lattanzi, e del Club di Budapest, vuole rendere evidente il senso di appartenenza di tutti gli uomini al “villaggio globale” affinché, entrando nel terzo millennio, come è scritto sul frontone interno dell’arco, ognuno viva in modo che anche gli altri possano vivere.
Su un colle situato proprio alle spalle del paese, in uno dei luoghi più panoramici dell’Amerino, si stagliano i ruderi dell’antico castello di Guardea Vecchia. Il complesso si estende su una superficie di circa 8000 mq. con un perimetro murario conservato nell’alzato per circa 1/3, ma rintracciabile integralmente nel suo sviluppo perimetrale. La cortina muraria presenta molte lacune, ma sono ancora visibili in gran parte il sistema delle otto torri (sei quadrangolari e due semicircolari) oltre al grande mastio centrale. E’ senza dubbio un luogo ricco di fascino e di memorie, e chi vi si reca non può non restare preso dall’atmosfera quasi magica ed irreale che sprigiona da ogni muro, evocante rumori e suoni di antiche battaglie e di feste, fumo ed odori della vita quotidiana di un tempo.
In cima ad una collina, quasi dirimpetto a Guardea Vecchia, è situato il castello del Poggiorimasto inalterato per più di mille anni. Costruito probabilmente all’inizio dell’ XI sec. incorporando strutture preesistenti, è stato da sempre dimora di personaggi di primo piano: Lucrezia Borgia, che lo ebbe in dono dal fratello Cesare, Filiberto di Savoia, la principessa Olimpia Maidalchini Pamphili, ed il grande comico italo- americano Jimmy Savo.



Attualmente, dopo un accurato restauro da parte dell’attuale proprietario, è la sede italiana del Club of Budapest che si occupa dello sviluppo della coscienza universale.

A pochi chilometri a sud di Guardea, poco distanti dalla statale 205 amerina, circondati da querce e grandi massi, si ergono i resti della chiesa e del convento di S. Illuminata . La tradizione vuole che il complesso sia stato fondato nell’anno 1007 da S. Romualdo, istitutore dell’ordine dei Camaldolesi, ma dopo circa 200 anni fu ceduto ai Francescani. Lo stesso S. Francesco vi soggiornò varie volte, dormendo in una grotta poco distante sopra un masso di travertino, tuttora oggetto di culto. Qui vissero e morirono molti frati, alcuni dei quali raggiunsero gli onori degli altari; il più famoso fu il Beato Pascuccio che compì numerosi miracoli ed i cui resti mortali sono venerati dalla popolazione nella chiesa parrocchiale.
La decadenza della chiesa e del convento di S.Illuminata iniziò nel 1653 quando papa Innocenzo X incorporò i suoi beni alla parrocchia di S. Maria dell’Olmo di Amelia. Nel 1869 la chiesa fu ritenuta pericolante e da allora nessuna messa vi fu più celebrata.

Claudia Medori
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