Piazza Pietro Panfili
La Piazza di Guardea si trova al centro del paese ed è intitolata al valoroso sergente Pietro Panfili che si è distinto durante l'ultimo conflitto mondiale sui campi di battaglia di El Alamein, guadagnando due croci di ferro, una di seconda classe concessa dal generale Keitel della Wehrmacht e l'altra, di prima classe, dal Feldmaresciallo Rommel. Dal nostro Ministero della Guerra, mentre era ministro Mussolini, ricevette due medaglie d'argento al valor militare.  Questa intitolazione ha una storia curiosa; si racconta infatti che dopo la scomparsa di Pietro Panfili, avvenuta in Africa in un campo di concentramento inglese, alcuni suoi amici, nottetempo e di loro iniziativa, affissero la lapide con il suo nome al posto della precedente che recava il nome del principe Umberto di Savoia.
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Arco della Coscienza Planetaria
Il 19 maggio 2001 è stato inaugurato in Via del Gioco, nelle adiacenze delle scuole, L'Arco della Coscienza Planetaria, un'opera monumentale costruita con materiali provenienti da varie parti di tutto il mondo. L'Arco è inserito in un parco dove, tra il verde delle piante e del terreno erboso, emergono diverse sculture in pietra di artisti contemporanei tra i più famosi. Esso è stato concepito per ricordare che nel terzo millennio l'umanità ha il diritto di vivere in pace, che va perseguita attraverso la solidarietà e la riconciliazione. Infatti sul frontone esterno è scritto: "Insieme nel terzo Millennio". E su quello interno:" Vivi in maniera che anche gli altri possano vivere". Attorno all'Arco sono state approntate strutture impegnate a far crescere le coscienze affinché si rafforzino i vincoli della concordia, come il piccolo teatro, costruito all'aperto sul modello dei teatri greci e romani, destinato a rappresentazioni che offriranno quei messaggi di spiritualità e umanità che hanno scandito i secoli.  
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Guardea Vecchia
Il borgo fortificato di Guardea Vecchia, uno dei più antichi dell'Umbria,  è situato ad una quota di 572 m. s.l.m. e si estende su una superficie di circa 8000 mq. con un perimetro murario conservato nell'alzato per circa 1/3. Risalente al IX sec.,è senza dubbio uno dei luoghi più belli e panoramici di tutta la regione e dall'alto del colle si può abbracciare con lo sguardo la Teverina a sud- ovest e la catena dei monti che circondano la valle di Cocciano a nord- est. Ricco di fascino e di memorie, invita alle escursioni gli amanti della natura e della storia.  Nel Medioevo, con le sue possenti ed altissime mura, fu uno dei punti strategicamente più importanti della valle del Tevere. Il toponimo Guardea, che deriva dal germanico warda, sta a significare guardia, posto di vedetta. Allo stato attuale, dopo secoli di abbandono, la cortina muraria del castrum presenta molte lacune, ma sono visibili, oltre al mastio centrale, il sistema delle otto torri, sei quadrangolari e due semicircolari. 
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Castello del Poggio
Il castello del Poggio fu verosimilmente fondato come feudo imperiale su una preesistente torre bizantina, ed è ricordato fin dal 1200 insieme con Guardege e Lugnano. Esso aveva un territorio più esteso dell'attuale, comprendendo la tenuta del Torrone o Palazzone spettante a Tenaglie. Le sue terre presso il Tevere, che allora aveva un corso diritto nord- sud erano il punto d'incontro dell'Umbria con il Viterbese mediante una barca che traghettava dal cosiddetto Porto de Luca che si trovava al di sotto della collinetta su cui sorge la Madonna del Porto. Il Poggio fece parte dello Status Alviani, ma ebbe, fin da tempi remoti, dei propri feudatari come gli Uffreduzzi, i Sensi, i De Nobili, i Monaldeschi e da ultimo i Doria Pamphilij. Nel 1495 Bartolomeo d'Alviano, che aveva preso in consegna la fortezza, resistette all'assalto di Todi e nel trattato di pace che ne seguì fu stabilito che la rocca non fosse più riedificata. 
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